Negri vecchi e nuovi

Sta girando in rete ed in qualche “illuminato” programma tv un bellissimo monologo di Pennacchi in cui un fantomatico “italiano medio” del nord-est cerca, di traverso e non dichiaratamente, di svegliare le coscienze di tutti i meridionali ricordando quando quegli immigrati oggi tanto bistrattati, odiati, abbandonati e ripudiati, una volta erano loro agli occhi di un Nord intollerante e classista.

La provocazione è netta, forte, fatta molto bene e con un attore pienamente nella parte, tanto che se non fosse girata in maniera filmica potrebbe addirittura sembrare vera, lo sfogo di uno dei tanti leghisti della prima ora. Adesso infatti tutto è diverso. Sempre citando il monologo “i negri sono riusciti a fare quello in cui Cavour ha fallito: fare gli italiani”, e questo perché la paura dello straniero, dell’invasione, di chi ruba denaro, oggetti, lavoro, donne e chi più ne ha più ne metta è quanto oggi unisce il nostro popolo, coalizzando l’ignoranza e trovando nell’attuale Governo chi è disposto a dargli voce ed attenzione. Prima, tuttavia, i “negri” erano i meridionali, e ancora prima (o più o meno negli stessi anni), l’immigrato per eccellenza era l’italiano, furbo e imbroglione, che raggiungeva le città industriali del Nord Europa o i porti lontani delle Americhe. La nostra incapacità di ricordare, di ripensare con coscienza e consapevolezza a solo pochi anni addietro è a dir poco imbarazzante. Ben vengano, quindi, queste serie prese in giro che invadono il web, oggi forse ultimo baluardo della critica sociale prima di perdere qualunque speranza. Forse sentire un veneto dire “quanto ci facevate schifo voi meridionali” potrà finalmente riuscire a smuovere qualcosa, a far svegliare il Sud dalla prestidigitazione di chi, spostando l’attenzione su barconi e ONG, ha celato la propria coscienza separatista e discriminatoria illudendo che sia tutto scomparso o addirittura mai esistito. Un “scusate” in tv, un tweet di apertura e risentimento, qualche post cancellato, qualche altro bollato come “errore di gioventù”, ed ecco fatto, sim sala bim e la magia è riuscita.FOTOADRIANO2

Chissà cosa provocherebbe un video simile a quello descritto mostrante un conservatore americano alla America First scagliarsi contro gli italiani che oggi respingono e ripudiano gli immigrati. “Oggi elogiate Trump sulla chiusura delle frontiere, provate a scimmiottare le nostre politiche per sentirvi più uguali a noi, ma quelli che puzzavano e mandavamo in quarantena a Ellis Island cercando di rispedirne a casa il più possibile eravate voi, voi italiani. Che schifo ci facevate…”. Sarebbe di sicuro di grande effetto, ma sono certo che in molti non coglierebbero l’intento satirico e dissacrante, invocando subito interventi politici e diplomatici contro simili affronti. Un po’ come ciò che sta accadendo oggi con Pennacchi, il cui video conta ovviamente tantissimi commenti di chi non ci ha capito niente, dove gli danno del “leghista di merda”, del “razzista”, del “fanatico”, premesso che poi magari è tutta gente che elogia e/o vota Salvini e simili.

Da un altro punto di vista potremmo dire che “il popolo è arrivato finalmente al potere”. L’unico problema è che c’è arrivato con la parte sbagliata, quella ignorante e superficiale, quella che sente ma non ascolta, che legge ma non comprende, che si fa abbindolare da falsi allarmismi e che è affascinata da proclami poi smentiti, cui piace il sensazionalismo e non sa cosa sia il pragmatismo. Un popolo che non crede più a niente, ma così confuso, stupido e ignorante da non rendersene nemmeno conto, pensando invece di sapere tutto e di essere pronti a tutto. Ciucci e presuntuosi. Forse è meglio dirselo da soli: che schifo che facciamo.

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