Vivere…

In tanti anni, raramente mi sono ritrovato a parlare di sentimenti. Ho affrontato gli argomenti più disparati, dalla politica internazionale alla cronaca locale, dallo spettacolo al sociale, cercando di vedere le cose da un’altra prospettiva, o meglio di evitare che il pensiero dominante diventasse alla fine unico, eliminando la già tenue concorrenza.

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Non ho mai parlato di sentimenti ma li ho provati, pensando alle tante, troppe ingiustizie, questioni irrisolte o anche solo a ciò che potrebbe andare meglio e che invece, puntualmente, va come non dovrebbe. Non è stato facile, ma tutte le volte ho cercato di trovare un appiglio, una speranza, qualcosa per cui valesse la pena non arrendersi a quello che vogliono o profetizzano “gli altri”, combattendo per le proprie idee e per le proprie emozioni.

Ora ho deciso di scrivere sui sentimenti ed in questo caso l’impresa è paradossalmente più ardua: non ci sono due, tre o quattro modi di vedere la questione ma miliardi di teorie, una per ogni essere umano e solo perché gli animali ancora non sanno parlare. Cosa significa, quindi, andare controcorrente parlando di una tematica così personale e sfaccettata? Ci ho pensato per giorni, e credo che forse la cosa più anticonformista alla fine sia semplicemente essere coerenti. Non con gli altri, non con le proprie parole, abitudini o azioni, ma solamente con se stessi e con il proprio modo di vedere ed affrontare la vita. Troppe volte si pensa che facendo sempre la stessa cosa, comportandosi sempre allo stesso modo, si possa dire di essere delle persone coerenti. Se la pensate anche voi così rassegnatevi, siete semplicemente abitudinari. Il mondo attorno a noi cambia con una velocità di cui nemmeno ci accorgiamo, e con la stessa rapidità cambiamo noi, e purtroppo anche in questo caso spesso finiamo per non esserne coscienti. Come quando ci si guarda allo specchio e ci si vede sempre uguali. Ecco, in questo la differenza la fa chi ha appese al muro le proprie foto con il proprio passato e chi lo affida solamente alla memoria. Se abbiamo prove tangibili di come eravamo non possiamo raccontarcela, se solamente vogliamo ricordare quello che abbiamo fatto e quanto, ovviamente, eravamo in linea con quello che siamo, alla fine ripetiamo null’altro che brevi storie tristi.

Essere coerenti, quindi, significa cambiare? Forse, ma non necessariamente. Più che altro significa comportarsi sempre come ci si sente in quel determinato momento. Significa vivere e non lasciarsi vivere. Evitare di farsi intrappolare da sovrastrutture, di limitarsi o di eccedere perché “è così che si fa”. Ma chi lo ha stabilito come si fa? E soprattutto quando? Se mai qualcosa del genere è valsa, ora certamente non vale più, e tutto è solo nella nostra testa.

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